
Nel Parlamento del Ghana sono state avanzate richieste affinché venga approvata una legge che criminalizzi l’ecocidio, alla luce della crescente preoccupazione per la devastazione ambientale causata dall’estrazione mineraria illegale, nota localmente come “galamsey”.
In una dichiarazione al Parlamento, Frank Annoh-Dompreh, deputato di Nsawam-Adoagyiri e capogruppo della minoranza, ha esortato i legislatori a presentare una proposta di legge che riconosca l’ecocidio come reato a livello nazionale in Ghana, a promuovere la legislazione sull’ecocidio nei forum continentali come l’Unione Africana e a sostenere gli sforzi volti a riconoscere l’ecocidio come reato internazionale. La sua dichiarazione è stata sostenuta dai colleghi parlamentari Charles Akwasi Agbeve, dal dottor Mahama Tiah Abdul-Kabiru, da Jerry Ahmed Shaib e da Dominic Napare, che sono intervenuti a loro volta per sollecitare l’adozione di una legge sull’ecocidio.
«Oggi intervengo con un profondo senso di urgenza e responsabilità per sottolineare la necessità di un intervento legislativo contro l’ecocidio, ovvero la distruzione di massa degli ecosistemi», ha dichiarato Annoh-Dompreh al Parlamento.
Ha inoltre citato la definizione di ecocidio elaborata nel 2021 dal Gruppo di esperti indipendenti convocato dalla Fondazione Stop Ecocide e ha avvertito che gli ecosistemi del Ghana sono sottoposti a forti pressioni dovute alla deforestazione, all’inquinamento e all’estrazione mineraria illegale. Rapporti recenti indicano che ben il 60 per cento dei corpi idrici del Ghana è stato colpito da attività minerarie illegali, mettendo a rischio l’agricoltura, la salute pubblica e la stabilità economica a lungo termine.
Patricia Willocq, direttrice diplomatica per l’Africa e i Paesi francofoni presso Stop Ecocide International, ha dichiarato:
“Questo appello del Parlamento del Ghana riflette la crescente consapevolezza che i casi più gravi di distruzione della natura non devono più sfuggire alle maglie della legge. Il riconoscimento dell’ecocidio nella legislazione nazionale consentirebbe di indagare e perseguire i danni ambientali su larga scala ai sensi del diritto penale ghanese, allineando al contempo il Paese al crescente movimento internazionale volto a riconoscere l’ecocidio come reato internazionale.”
In tutta l'Africa sta crescendo lo slancio a favore di una legge sull'ecocidio. La Repubblica Democratica del Congo ha appoggiato la proposta formale di definire l'ecocidio come reato internazionale ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale e ha inoltre visto la presentazione in Parlamento di un disegno di legge nazionale sull'ecocidio.
A livello continentale, i ministri africani dell’ambiente, guidati dalla Repubblica del Burundi, dalla Repubblica del Congo e dalla Repubblica Democratica del Congo, hanno concordato, in occasione della sessione del 2025 della Conferenza ministeriale africana sull’ambiente (AMCEN), di includere l’ecocidio tra le priorità ambientali dell’Africa e di istituire un comitato ad hoc incaricato di esaminare la classificazione della distruzione di massa degli ecosistemi come reato.
L'intervento in Ghana fa seguito alle raccomandazioni della Commissione per la revisione costituzionale del Paese, che ha proposto di introdurre il reato nazionale di ecocidio nell'ambito di una più ampia riforma costituzionale.
È possibile guardare gli interventi parlamentari integrali qui.