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I governi votano a favore del riconoscimento dell’ecocidio al più grande congresso mondiale sulla conservazione
In occasione del Congresso mondiale sulla conservazione tenutosi ad Abu Dhabi, l’IUCN — la più grande rete ambientale del mondo — ha votato a favore dell’adozione della mozione 061, intitolata “Riconoscimento del reato di ecocidio a tutela della natura”.

Sintesi

In occasione del Congresso mondiale sulla conservazione tenutosi ad Abu Dhabi (9-15 ottobre), l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), la rete ambientale più grande e diversificata al mondo, che comprende oltre 1.400 organizzazioni affiliate tra cui Stati, agenzie governative, gruppi della società civile e organizzazioni delle popolazioni indigene, ha votato a favore dell’adozione della Mozione 061, intitolata “Riconoscimento del reato di ecocidio per proteggere la natura”.

La mozione è stata approvata con una netta maggioranza dei voti espressi dagli Stati e dalle agenzie governative e con una maggioranza schiacciante tra le ONG e le organizzazioni dei popoli indigeni*.

La mozione 061 ha esortato gli Stati a riconoscere l’ecocidio come reato grave nel diritto nazionale e internazionale e ha raccomandato agli Stati parti dello Statuto di Roma di valutare un emendamento volto a rendere l’ecocidio un reato esplicito della Corte penale internazionale (CPI) sia in tempo di pace che durante i conflitti armati. Inoltre, ha incaricato la Commissione mondiale per il diritto ambientale dell’IUCN di elaborare linee guida pratiche sulla portata e l’applicazione dei procedimenti penali in materia di ecocidio, ivi compreso il modo in cui tali procedimenti possano sostenere il ripristino degli ecosistemi e salvaguardare la geodiversità, con il sostegno del Consiglio e la diffusione da parte del Direttore Generale ai membri entro e non oltre un anno prima del Congresso del 2029. Ha elogiato gli Stati che hanno assunto un ruolo di leadership in materia di legislazione sull’ecocidio e ha invitato gli altri a prendere in considerazione l’adozione di una legislazione nazionale.

La mozione è stata co-promossa da Vanuatu, che ha guidato la proposta del 2024 alla Corte penale internazionale insieme alle Figi e a Samoa e che ora è sostenuta dalla Repubblica Democratica del Congo ( RDC), insieme a importanti ONG tra cui The Wildlife Trusts, Born Free Foundation, Gallifrey Foundation, Earth League International, Earth Law Center, Synchronicity Earth, A Rocha Ghana, l’Associazione degli Avvocati Ambientali del Bangladesh, l’Osservatorio sui Conflitti e l’Ambiente, l’Istituto Africano per la Governance Energetica, le Organizzazioni per l’Ambiente e la Conservazione di Aotearoa Nuova Zelanda, Friendship Bangladesh, il Centro Messicano di Diritto Ambientale (CEMDA), Fundación Oxígeno, la Fundación Española para la Defensa del Patrimonio Geológico y Minero, SEBICOP (Sociedad Española de Biología de Conservación de las Plantas), Vitalis, Fundación Charles Darwin e Fundación Futuro Latinoamericano Ecuador, Pronaturaleza (Perù), LIDEMA (Bolivia), Fondazione Habitat e Sviluppo (Argentina), Preserve Planet (Costa Rica), ARPEMG (Brasile) e organizzazioni dei popoli indigeni quali la COICA (Coordinatrice delle Organizzazioni Indigene del Bacino Amazzonico) e l’AIDESEP (Perù).

Il voto significa che l’IUCN, un organismo di grande influenza a livello mondiale le cui risoluzioni spesso influenzano le politiche ambientali nazionali e internazionali, ha chiesto formalmente che l’ecocidio sia riconosciuto come un reato grave sia dal diritto nazionale che da quello internazionale.

Jojo Mehta, amministratore delegato e cofondatore di Stop Ecocide International, ha dichiarato: «Questo voto rappresenta una svolta epocale. L’IUCN riunisce una coalizione straordinariamente ampia di governi, società civile, gruppi indigeni ed esperti scientifici. Il suo sostegno al riconoscimento dell’ecocidio come reato nazionale e internazionale invia un segnale forte agli Stati e ai legislatori di tutto il mondo».

“La legge sull’ecocidio eleva il danno più grave arrecato alla natura da semplice costo di gestione a reato. Tracciando una linea di demarcazione netta nel diritto penale, scoraggia decisioni avventate, allinea i mercati ai limiti ecologici e afferma che le comunità e gli ecosistemi hanno diritto alla giustizia quando il danno è grave e duraturo.

«Il movimento sta ora prendendo slancio. Vanuatu, le Figi e Samoa stanno guidando l’iniziativa presso l’ICC, con il sostegno della Repubblica Democratica del Congo. In Europa e in Africa stanno emergendo quadri normativi regionali in materia di ecocidio. Ora anche l’IUCN apporta il proprio peso.»

«La direzione da seguire è chiara. La legislazione sull’ecocidio sta rapidamente passando dall’essere un imperativo morale a diventare una priorità giuridica condivisa».

Leggi qui la mozione n. 061, “Riconoscimento del reato di ecocidio a tutela della natura”.

*Nella sezione dedicata agli Stati e alle agenzie governative, è stato espresso il 62% dei voti ponderati ammissibili e il 77% di tali voti è stato favorevole. Nella sezione dedicata alle ONG e alle organizzazioni delle popolazioni indigene, è stato espresso l’85% dei voti ponderati ammissibili e il 93% di tali voti è stato favorevole.