Ottobre 2024
Nell’ottobre 2024, a seguito della proposta di emendamento dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI) volta a includere l’ecocidio come quinto crimine internazionale— promossa dagli Stati insulari di Vanuatu, Figi e Samoa — la Repubblica Democratica del Congo ha espresso il proprio sostegno tramite la sig.ra Eve Bazaiba, ministra dell’Ambiente, in occasione della COP16 della Convenzione sulla diversità biologica (CBD) tenutasi il 29 ottobre 2024.
Video - Proposta - Per saperne di più
Dicembre 2024
Nel dicembre 2024, Christian Ndongala, ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo presso il Benelux, è intervenuto in occasione di un evento collaterale ufficiale tenutosi durante l’Assemblea degli Stati parti della Corte penale internazionale.
Intervento - Evento completo
Anche il professor Taylor Lubanga, referente nazionale per la Corte penale internazionale (CPI) e inviato speciale del capo dello Stato, ha tenuto un discorso il 3 dicembre 2024 in cui ha chiesto il riconoscimento dell’ecocidio.
Dichiarazione sul riconoscimento dell’ecocidio - Evento completo
Marzo 2025
Il 13 marzo 2025, la Repubblica Democratica del Congo ha co-organizzato a Bruxelles, insieme alla Repubblica di Vanuatu, un ricevimento diplomatico per gli Stati membri dell’OACPS dal titolo“Promuovere il riconoscimento dell’ecocidio: un’iniziativa diplomatica per l’OACPS e la COP30”.
Invito
Giugno 2025
L'11 giugno 2025, la Repubblica Democratica del Congo e Vanuatu hanno inoltre co-organizzato una tavola rotonda informale e una cena per gli Stati costieri e fluviali a margine della Conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani tenutasi a Nizza, dal titolo“Riconoscere l’‘ecocidio’ presso la Corte penale internazionale per proteggere l’oceano e il nostro futuro comune”.
Il 17 giugno 2025, la Repubblica Democratica del Congo ha partecipato, insieme a Vanuatu e al Belgio, al webinar ufficiale organizzato in vista della presentazione della Mozione 061 sul riconoscimento dell’ecocidio presso l’IUCN. La votazione avrà luogo ad ottobre ad Abu Dhabi.
Discorso ufficiale - Webinar - Mozione 061
Luglio 2025
Sotto la guida della Repubblica Democratica del Congo (RDC), i ministri africani dell’ambiente hanno formalmente concordato di includere l’ecocidio tra le priorità ambientali del continente per il biennio 2025–2027.
La decisione, adottata nel corso della 20ª sessione ordinaria della Conferenza ministeriale africana sull’ambiente (AMCEN), tenutasi a Nairobi, in Kenya, nel luglio 2025, è stata confermata da S.E. il dott. Abu Bakr Al-Harim, ministro dell’Ambiente della Libia e attuale presidente dell’AMCEN. Si tratta della prima volta in cui l’ecocidio viene esplicitamente riconosciuto come priorità strategica continentale da un forum delle Nazioni Unite.
Discorso di S.E. Eve Bazaiba - Relazione presentata alla CMAE - Decisione n. 4 della CMAE
Settembre 2025
In occasione dell’80ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tenutasi il 23 settembre 2025, il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Félix-Antoine Tshisekedi, ha ribadito il sostegno del suo Paese al riconoscimento dell’ecocidio come crimine internazionale ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale.
Sottolineando l’importanza ecologica globale del bacino del Congo, in quanto seconda foresta pluviale più estesa al mondo e principale serbatoio di carbonio terrestre, ha condannato la deforestazione, lo sfruttamento illegale e l’inquinamento definendoli «crimini contro la natura». La Repubblica Democratica del Congo ha aderito per la prima volta all’iniziativa sull’ecocidio, promossa da Vanuatu, Figi e Samoa, in occasione della COP16 nell’ottobre 2024, diventando così il primo Paese africano a farlo.
Da allora, questa posizione ha dato impulso a un movimento più ampio in Africa: in occasione della Conferenza ministeriale africana sull’ambiente tenutasi a Nairobi nel luglio 2025, i ministri, guidati dalla Repubblica Democratica del Congo, hanno concordato di attribuire priorità al tema dell’ecocidio nell’agenda ambientale africana per il periodo 2025–2027, con il Congo e il Burundi che hanno espresso il proprio sostegno.
Discorso del presidente Félix-Antoine Tshisekedi
novembre 2025
In occasione del Vertice globale “United for Wildlife”, organizzato su iniziativa del principe William e della Royal Foundation per riunire governi, imprese, ONG e rappresentanti delle popolazioni indigene nella lotta contro i crimini ambientali, la professoressa Marie Nyange Ndambo, ministra dell’Ambiente e della Nuova Economia Climatica e docente universitaria della Repubblica Democratica del Congo, ha ribadito l’impegno del Paese a riconoscere l’ecocidio come reato internazionale.
Ha lanciato un appello alla mobilitazione globale per porre fine alla distruzione su larga scala degli ecosistemi, rendendo la lotta contro l’ecocidio una priorità nazionale. La partecipazione della Repubblica Democratica del Congo alla COP30 di Belém prosegue questo impegno volto a promuovere il riconoscimento giuridico e politico dell’ecocidio a livello mondiale.
novembre 2025
Durante la cerimonia di apertura della COP30 a Belém, in Brasile, Sua Eccellenza Félix Antoine Tshisekedi Tshilombo, della Repubblica Democratica del Congo, ha ribadito il sostegno del proprio Paese alla proposta formale avanzata da Vanuatu, Figi e Samoa di includere l’ecocidio come reato internazionale a sé stante nello Statuto di Roma della Corte penale internazionale.
Guarda qui il discorso completo del Presidente:
(le osservazioni del Presidente Tshisekedi sull’ecocidio iniziano al minuto 4:53)
L'iniziativa legislativa promossa dalla Repubblica Democratica del Congo mira a integrare i quadri giuridici nazionali esistenti in materia di tutela ambientale.Tale iniziativa è in linea con diversi strumenti regionali e continentali, tra cui la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, la Convenzione di Bamako, l'Agenda 2063 dell'Unione Africana e il Protocollo della Comunità per lo Sviluppo dell'Africa Australe (SADC) sulla gestione ambientale per lo sviluppo sostenibile.
Dicembre 2025
Il senatore Cédric Ngindu Biduaya della Repubblica Democratica del Congo ha presentato ufficialmente al parlamento nazionale un disegno di legge volto a rendere l’ecocidio un reato penale a livello nazionale, segnando così un passo decisivo verso il rafforzamento della tutela giuridica degli ecosistemi in tutto il Paese e nel bacino del Congo.
Dicembre 2025
Lancio della coalizione per una legge sull’ecocidio da parte della Congo Basin Conservation Society (CBCS-Network) a sostegno delle iniziative nazionali, regionali e internazionali volte al riconoscimento dell’ecocidio.