Cronistoria dell’impegno della Repubblica Democratica del Congo a favore del riconoscimento dell’ecocidio come reatoa livello nazionale, regionale e internazionale

La Repubblica Democratica del Congo (RDC) ospita circa il 62% della copertura forestale del bacino del Congo, che fa parte della seconda foresta pluviale tropicale più estesa del pianeta. Questo ecosistema vitale garantisce il sostentamento di oltre 80 milioni di persone, svolge un ruolo cruciale nel sequestro globale del carbonio e ospita una straordinaria biodiversità, rendendo la RDC una forza fondamentale nel mantenimento della stabilità ambientale globale. Oltre al suo ricco patrimonio naturale, la RDC possiede abbondanti risorse minerarie — quali cobalto, rame, litio, oro e tantalio — essenziali per la transizione energetica globale.

Mentre il Paese cerca di sfruttare queste risorse per lo sviluppo sostenibile, si trova anche ad affrontare complesse sfide ambientali, tra cui la necessità di rafforzare la normativa e garantire che l’uso delle risorse avvenga nel rispetto degli ecosistemi e delle comunità, alla luce della conoscenza diretta delle conseguenze della distruzione ambientale. Queste realtà sottolineano l’importanza di quadri giuridici solidi e della cooperazione internazionale per proteggere la natura, promuovendo al contempo uno sviluppo responsabile ed equo.

In questo contesto, la Repubblica Democratica del Congo è pienamente impegnata a promuovere il riconoscimento dell’ecocidio come crimine internazionale, al fine di garantire la prevenzione dei danni più gravi, la giustizia per le comunità colpite e la sicurezza e la sostenibilità a lungo termine del nostro pianeta.

A livello internazionale, il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Sua Eccellenza Felix Tshisekedi, ha esortato gli Stati a sostenere la proposta di emendamento allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, presentata da Vanuatu, Figi e Samoa, volta a includere l’ecocidio tra i crimini di competenza della Corte. Questo appello è stato lanciato durante l’80ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2025, nonché durante la cerimonia di apertura della COP30 in Brasile.

A livello regionale e internazionale, la ministra dell’Ambiente e della Nuova Economia Climatica, la professoressa Marie NYANGE, prosegue il proprio impegno per affermare la Repubblica Democratica del Congo come paese di riferimento su questo tema nell’ambito dei principali forum ambientali e diplomatici, quali la Conferenza ministeriale africana sull’ambiente (AMCEN) e le varie Conferenze delle Parti (COP).

A livello nazionale, nel dicembre 2025 il senatore Cédric Ngindu Biduaya ha presentato un disegno di legge volto a riconoscere l’ecocidio nel Codice penale congolese.

Allo stesso tempo, la società civile si è organizzata in una coalizione per sostenere iniziative a livello nazionale, regionale e internazionale. Questa coalizione è coordinata dalla Congo Basin Conservation Society (CBCS-Network).

Ottobre 2024

Nell’ottobre 2024, a seguito della proposta di emendamento dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI) volta a includere l’ecocidio come quinto crimine internazionale— promossa dagli Stati insulari di Vanuatu, Figi e Samoa — la Repubblica Democratica del Congo ha espresso il proprio sostegno tramite la sig.ra Eve Bazaiba, ministra dell’Ambiente, in occasione della COP16 della Convenzione sulla diversità biologica (CBD) tenutasi il 29 ottobre 2024.

Video - Proposta - Per saperne di più

Dicembre 2024

Nel dicembre 2024, Christian Ndongala, ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo presso il Benelux, è intervenuto in occasione di un evento collaterale ufficiale tenutosi durante l’Assemblea degli Stati parti della Corte penale internazionale.

Intervento - Evento completo

Anche il professor Taylor Lubanga, referente nazionale per la Corte penale internazionale (CPI) e inviato speciale del capo dello Stato, ha tenuto un discorso il 3 dicembre 2024 in cui ha chiesto il riconoscimento dell’ecocidio.

Dichiarazione sul riconoscimento dell’ecocidio - Evento completo

Marzo 2025

Il 13 marzo 2025, la Repubblica Democratica del Congo ha co-organizzato a Bruxelles, insieme alla Repubblica di Vanuatu, un ricevimento diplomatico per gli Stati membri dell’OACPS dal titolo“Promuovere il riconoscimento dell’ecocidio: un’iniziativa diplomatica per l’OACPS e la COP30”.

Invito

Giugno 2025

L'11 giugno 2025, la Repubblica Democratica del Congo e Vanuatu hanno inoltre co-organizzato una tavola rotonda informale e una cena per gli Stati costieri e fluviali a margine della Conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani tenutasi a Nizza, dal titolo“Riconoscere l’‘ecocidio’ presso la Corte penale internazionale per proteggere l’oceano e il nostro futuro comune”.

Il 17 giugno 2025, la Repubblica Democratica del Congo ha partecipato, insieme a Vanuatu e al Belgio, al webinar ufficiale organizzato in vista della presentazione della Mozione 061 sul riconoscimento dell’ecocidio presso l’IUCN. La votazione avrà luogo ad ottobre ad Abu Dhabi.

Discorso ufficiale - Webinar - Mozione 061

Luglio 2025

Sotto la guida della Repubblica Democratica del Congo (RDC), i ministri africani dell’ambiente hanno formalmente concordato di includere l’ecocidio tra le priorità ambientali del continente per il biennio 2025–2027.

La decisione, adottata nel corso della 20ª sessione ordinaria della Conferenza ministeriale africana sull’ambiente (AMCEN), tenutasi a Nairobi, in Kenya, nel luglio 2025, è stata confermata da S.E. il dott. Abu Bakr Al-Harim, ministro dell’Ambiente della Libia e attuale presidente dell’AMCEN. Si tratta della prima volta in cui l’ecocidio viene esplicitamente riconosciuto come priorità strategica continentale da un forum delle Nazioni Unite.

Discorso di S.E. Eve Bazaiba - Relazione presentata alla CMAE - Decisione n. 4 della CMAE

Settembre 2025

In occasione dell’80ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tenutasi il 23 settembre 2025, il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Félix-Antoine Tshisekedi, ha ribadito il sostegno del suo Paese al riconoscimento dell’ecocidio come crimine internazionale ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale.

Sottolineando l’importanza ecologica globale del bacino del Congo, in quanto seconda foresta pluviale più estesa al mondo e principale serbatoio di carbonio terrestre, ha condannato la deforestazione, lo sfruttamento illegale e l’inquinamento definendoli «crimini contro la natura». La Repubblica Democratica del Congo ha aderito per la prima volta all’iniziativa sull’ecocidio, promossa da Vanuatu, Figi e Samoa, in occasione della COP16 nell’ottobre 2024, diventando così il primo Paese africano a farlo.

Da allora, questa posizione ha dato impulso a un movimento più ampio in Africa: in occasione della Conferenza ministeriale africana sull’ambiente tenutasi a Nairobi nel luglio 2025, i ministri, guidati dalla Repubblica Democratica del Congo, hanno concordato di attribuire priorità al tema dell’ecocidio nell’agenda ambientale africana per il periodo 2025–2027, con il Congo e il Burundi che hanno espresso il proprio sostegno.

Discorso del presidente Félix-Antoine Tshisekedi

novembre 2025

In occasione del Vertice globale “United for Wildlife”, organizzato su iniziativa del principe William e della Royal Foundation per riunire governi, imprese, ONG e rappresentanti delle popolazioni indigene nella lotta contro i crimini ambientali, la professoressa Marie Nyange Ndambo, ministra dell’Ambiente e della Nuova Economia Climatica e docente universitaria della Repubblica Democratica del Congo, ha ribadito l’impegno del Paese a riconoscere l’ecocidio come reato internazionale.

Ha lanciato un appello alla mobilitazione globale per porre fine alla distruzione su larga scala degli ecosistemi, rendendo la lotta contro l’ecocidio una priorità nazionale. La partecipazione della Repubblica Democratica del Congo alla COP30 di Belém prosegue questo impegno volto a promuovere il riconoscimento giuridico e politico dell’ecocidio a livello mondiale.

novembre 2025

Durante la cerimonia di apertura della COP30 a Belém, in Brasile, Sua Eccellenza Félix Antoine Tshisekedi Tshilombo, della Repubblica Democratica del Congo, ha ribadito il sostegno del proprio Paese alla proposta formale avanzata da Vanuatu, Figi e Samoa di includere l’ecocidio come reato internazionale a sé stante nello Statuto di Roma della Corte penale internazionale.

Guarda qui il discorso completo del Presidente:
(le osservazioni del Presidente Tshisekedi sull’ecocidio iniziano al minuto 4:53)

L'iniziativa legislativa promossa dalla Repubblica Democratica del Congo mira a integrare i quadri giuridici nazionali esistenti in materia di tutela ambientale.Tale iniziativa è in linea con diversi strumenti regionali e continentali, tra cui la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, la Convenzione di Bamako, l'Agenda 2063 dell'Unione Africana e il Protocollo della Comunità per lo Sviluppo dell'Africa Australe (SADC) sulla gestione ambientale per lo sviluppo sostenibile.

Dicembre 2025

Il senatore Cédric Ngindu Biduaya della Repubblica Democratica del Congo ha presentato ufficialmente al parlamento nazionale un disegno di legge volto a rendere l’ecocidio un reato penale a livello nazionale, segnando così un passo decisivo verso il rafforzamento della tutela giuridica degli ecosistemi in tutto il Paese e nel bacino del Congo.

Dicembre 2025

Lancio della coalizione per una legge sull’ecocidio da parte della Congo Basin Conservation Society (CBCS-Network) a sostegno delle iniziative nazionali, regionali e internazionali volte al riconoscimento dell’ecocidio.