
Il Parlamento europeo ha approvato oggi una nuova direttiva sui reati ambientali, che prevede la criminalizzazione di casi «paragonabili all’ecocidio».
Un accordo politico storico è stato raggiunto nel novembre 2023, a seguito di mesi di negoziati tra il Consiglio europeo, la Commissione e il Parlamento
Il Parlamento europeo, insieme al relatore del Parlamento sulla direttiva, il deputato olandese Antonius Manders, è stato al centro degli sforzi volti a garantire una nuova legislazione dell’UE volta a prevenire e punire i danni ambientali più gravi sin da quando ha annunciato il proprio sostegno all’inserimento del termine «ecocidio» nella nuova direttiva nel marzo 2023.
Per completare il proprio iter legislativo, la nuova direttiva sarà sottoposta al voto del Consiglio europeo, previsto per il mese prossimo (marzo).
Gli Stati membri avranno quindi a disposizione 24 mesi, attraverso la cosiddetta “recepimento», per adeguare la legislazione nazionale alla direttiva.
Il testo ufficiale adottato dal Parlamento europeo è consultabile qui.
Jojo Mehta, cofondatore e amministratore delegatodell’ e diStop Ecocide International, ha dichiarato:
“La storica decisione dell’UE di includere i reati di ecocidio nella sua direttiva riveduta in materia penale dimostra leadership e compassione e rafforzerà notevolmente le leggi ambientali esistenti in tutta la regione. Stabilirà una chiara “linea rossa”, sia morale che giuridica, fornendo un orientamento fondamentale per i leader industriali e i responsabili politici europei in vista del futuro.
“Già nel marzo 2023 il Parlamento europeo ha dato prova di grande ambizione sostenendo l’inserimento nel diritto dell’Unione di disposizioni penali volte a prevenire e punire i danni ambientali più gravi. Con il voto odierno il Parlamento sancisce e conferma questo nuovo e straordinario atto legislativo.
«Il fatto che ora si sia raggiunto un accordo politico sulla direttiva riveduta in materia di reati ha importanti implicazioni, non solo per la tutela dell’ambiente in Europa, ma anche per l’umanità: collega la dimensione regionale a quella globale, un segnale estremamente forte di sostegno politico al riconoscimento giuridico internazionale dell’ecocidio che avrà risonanza in tutto il mondo.»