
Sintesi
8 settembre 2025 – La commissione parlamentare dello Zimbabwe per l’ambiente, il clima e la fauna selvatica ha avviato un’indagine ufficiale in risposta a una petizione presentata da Emmanuel Nkosilathi Moyo, attivista per i diritti umani e l’ambiente con sede a Kwekwe, che chiede al Paese di criminalizzare l’ecocidio.
A seguito di un invito formale da parte del Parlamento, Moyo è comparso dinanzi alla commissione l’8 settembre 2025, dove ha sostenuto che lo Zimbabwe dovrebbe criminalizzare l’ecocidio per proteggere le comunità e gli ecosistemi dai danni ambientali su larga scala.
Basandosi su una definizione del 2021 formulata da un gruppo di esperti indipendenti composto da giuristi internazionali, Moyo ha spiegato che per “ecocidio” si intendono atti illegali o sconsiderati che causano danni gravi, diffusi o a lungo termine alla natura, come l’inquinamento transfrontaliero e lo scarico di rifiuti tossici.
"Questa non è una legge contro lo sviluppo. È una legge volta a proteggere il popolo dello Zimbabwe, le nostre ricchezze naturali e la nostra sovranità da una distruzione sconsiderata", ha dichiarato alla commissione.
La sua petizione chiede specificatamente che il Parlamento introduca il reato di ecocidio nella legge sul diritto penale (codificazione e riforma) e rafforzi la supervisione delle comunità minerarie lungo il Great Dyke, una delle riserve di platino più importanti al mondo.
Moyo ha sostenuto che la legge sull'ecocidio «... scoraggia gli atti illegali o imprudenti, offre una via per ottenere giustizia e garantisce che le aziende responsabili non siano penalizzate da coloro che agiscono in modo scorretto»,
La commissione sta ora valutando se modificare la legislazione ambientale vigente o redigere una legge specifica sull’ecocidio, e si è impegnata a condurre una missione di accertamento dei fatti in tutto lo Zimbabwe per documentare le prove dei reati ambientali.
La petizione di Moyo si inserisce in un contesto di crescente slancio in tutta l’Africa. Nel luglio 2025, la Conferenza ministeriale africana sull’ambiente (AMCEN) tenutasi a Nairobi ha formalmente inserito l’ecocidio tra le priorità ambientali strategiche dell’Africa per il periodo 2025-2027, con la Repubblica Democratica del Congo che ha svolto un ruolo centrale nel portare avanti tale decisione.
Nel settembre 2025, il presidente della Repubblica Democratica del Congo Félix Tshisekedi ha ribadito l’impegno del proprio Paese all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, affermando: «Queste risorse vitali sono gravemente minacciate da attività distruttive (deforestazione, sfruttamento illegale, inquinamento) spesso alimentate da ricorrenti conflitti armati, che costituiscono veri e propri crimini contro la natura. Ecco perché la Repubblica Democratica del Congo sostiene l’iniziativa promossa da Vanuatu, Figi e Samoa volta a definire, a livello internazionale, l’ECOCIDIO come reato autonomo».
Guillaume Kalonji, coordinatore per l’Africa di Stop Ecocide International, ha dichiarato:
"La petizione di Emmanuel Moyo ha dato impulso a un'autentica azione parlamentare. Quando una commissione invita a testimoniare, si impegna in missioni di accertamento dei fatti e valuta specifiche vie legislative, dimostra che il tema dell’ecocidio sta passando dalla fase di sensibilizzazione a quella di processo istituzionale. Ciò si ricollega direttamente allo slancio continentale promosso dall’AMCEN e da Stati chiave come la Repubblica Democratica del Congo, il Burundi e la Repubblica del Congo. Lo Zimbabwe ha ora l’opportunità di unirsi a questi pionieri e di aderire a questo consenso regionale emergente volto a proteggere le comunità e gli ecosistemi dai danni ambientali su larga scala."
Leggi qui il testo completo della petizione di Emmanuel Moyo.