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«Equivalente a un ecocidio»: il Consiglio d’Europa qualifica come reato i gravi danni ambientali
Il Consiglio d’Europa ha adottato un trattato storico che qualifica come reato un’ampia gamma di infrazioni ambientali e consente agli Stati di perseguire i comportamenti intenzionali che provocano disastri ambientali “equivalenti a un ecocidio”.

Sintesi

Un nuovo strumento giuridico contro i gravi danni ambientali

Il Consiglio d’Europa ha adottato ufficialmente la Convenzione sulla protezione dell’ambiente attraverso il diritto penale, un nuovo trattato internazionale che stabilisce gli obblighi giuridici degli Stati di criminalizzare un’ampia gamma di reati ambientali gravi. Adottata dal Comitato dei Ministri il 14 maggio 2025, la Convenzione è ora aperta alla firma dei 46 Stati membri del Consiglio e di altri firmatari invitati. La Convenzione entrerà in vigore non appena almeno 10 Stati — tra cui 8 membri del Consiglio d’Europa — avranno ratificato il trattato.

Il trattato definisce e qualifica come reato una serie di illeciti in materia ambientale e, secondo le stesse parole del Consiglio d’Europa,«consente agli Stati di perseguire i comportamenti intenzionali che provocano disastri ambientali equiparabili all’ecocidio».

Disposizioni fondamentali e innovazioni giuridiche

La Convenzione stabilisce norme giuridiche minime per la definizione e il perseguimento dei reati ambientali negli ordinamenti giuridici nazionali. Essa riguarda reati quali l’inquinamento illecito, la distruzione degli ecosistemi, il traffico illegale di rifiuti e il grave deterioramento degli habitat. Introduce inoltre la nozione di «reati particolarmente gravi» per gli atti che provocano danni ambientali irreversibili, di lunga durata o su vasta scala - una formulazione che si allinea strettamente alla definizione di ecocidio del 2021 proposta dal Gruppo di esperti indipendenti convocato dalla Fondazione Stop Ecocide.

Sebbene il termine “ecocidio” non compaia negli articoli operativi della Convenzione, la sua inclusione nel preambolo e la definizione di “reati particolarmente gravi” rendono il trattato il riconoscimento più esplicito finora espresso di tale concetto in uno strumento giuridico europeo vincolante. Il trattato delinea inoltre alcune circostanze aggravanti, come nel caso in cui i reati causino danni a lungo termine o irreversibili agli ecosistemi, rafforzando ulteriormente tale allineamento.

La Convenzione prevede l'introduzione di sanzioni per le persone giuridiche responsabili di reati, tra cui multe, interdizione dall'esercizio di attività commerciali e ordinanze giudiziarie per il risanamento ambientale. Prevede inoltre misure di tutela per i difensori dei diritti umani in materia ambientale e per gli informatori, nonché disposizioni relative all'accesso del pubblico alle informazioni e alla partecipazione al processo decisionale in materia ambientale.

Non vincolante automaticamente: cosa succede ora?

La Convenzione non è di applicazione automatica. Gli Stati devono innanzitutto decidere di firmarla, manifestando così il proprio sostegno politico e il proprio impegno ad allinearsi alle sue disposizioni. Affinché diventi giuridicamente vincolante all’interno di un Paese, è necessaria la ratifica attraverso le procedure nazionali. Alcuni Paesi potrebbero procedere rapidamente alla firma e alla ratifica, mentre altri potrebbero agire con maggiore lentezza o decidere di non aderire affatto. Il costante impegno dell’opinione pubblica e della società civile svolgerà un ruolo fondamentale nell’incoraggiare un’adozione diffusa e un’attuazione efficace.

Parte di una strategia ambientale più ampia

Il nuovo trattato costituisce un elemento centrale della più ampia Strategia ambientale 2025–2030 del Consiglio d’Europa, anch’essa adottata questa settimana dal Comitato dei Ministri. La Strategia delinea cinque obiettivi chiave, tra cui l’Obiettivo 4: prevenire e perseguire i reati ambientali.

La Strategia chiede espressamente la ratifica della Convenzione, un migliore accesso alla giustizia, una maggiore responsabilità giuridica per i danni ambientali e una maggiore tutela dei difensori dell’ambiente. Essa considera la tutela dell’ambiente come un elemento fondamentale per il godimento dei diritti umani e l’integrità democratica.

Un cambiamento globale verso la responsabilità

L’adozione di questa Convenzione rappresenta il terzo importante passo avanti a livello internazionale nel campo del diritto penale ambientale negli ultimi 12 mesi, dopo la revisione della Direttiva UE sui reati ambientali, che ora include disposizioni relative a “comportamenti paragonabili all’ecocidio”, e una proposta formale alla Corte Penale Internazionale, promossa dagli Stati insulari del Pacifico, che chiede l’inserimento dell’ecocidio nello Statuto di Roma. Questo percorso segna un chiaro passaggio da misure di salvaguardia volontarie a norme internazionali applicabili volte a prevenire, scoraggiare e perseguire i danni ambientali più gravi.

Jojo Mehta, amministratore delegato e cofondatore di Stop Ecocide International, ha dichiarato:

«Criminalizzando la distruzione ambientale “equivalente a un ecocidio”, questo trattato segna una svolta storica nel diritto ambientale. Esso riconosce che il danno di massa alla natura non è semplicemente una lacuna normativa, ma un reato passibile di azione penale. La Convenzione potrà ora fungere da modello per una riforma globale, con implicazioni che vanno ben oltre i confini dell’Europa.

"Non possiamo più avere alcun dubbio sul fatto che il nostro rapporto con la natura stia cambiando e che i nostri quadri giuridici si stiano adeguando per tenere conto di questo cambiamento, contribuendo così a radicare una nuova e necessaria consapevolezza della responsabilità nei confronti del mondo vivente da cui dipendiamo interamente.

"Incoraggiamo gli Stati non solo a firmare e ratificare questa importante Convenzione, ma anche a riconoscere che i danni ambientali gravi, diffusi o di lunga durata – l’ecocidio – devono sempre essere vietati in quanto reati gravi, anche se le modalità precise della loro commissione non sono specificate nella presente Convenzione. La logica è ineludibile, così come lo è il nostro legame con gli ecosistemi che ci sostengono.”

Il testo integrale della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dell’ambiente attraverso il diritto penale è disponibile qui, mentre la Strategia ambientale del Consiglio d’Europa 2025–2030 può essere consultata qui.