
Il Consiglio nordico ha esortato i propri Stati membri a partecipare attivamente al dibattito globale sulla criminalizzazione dei reati più gravi contro l'ambiente.
La decisione è il risultato di anni di attività di sensibilizzazione a livello regionale da parte dei membri della rete parlamentare dell’Ecocide Alliance
Il sostegno trasversale dei partiti in seno al Consiglio alla discussione sulla legge sull’ecocidio è considerato un’espressione di intenti e una dimostrazione dell’unità dei paesi nordici nei loro sforzi per affrontare la crisi climatica ed ecologica.
Durante la sua ultima sessione tenutasi a Oslo, in Norvegia, il Consiglio nordico ha votato all’unanimità l’adozione di una raccomandazione che invita «i governi nordici a partecipare alle discussioni internazionali in materia al fine di criminalizzare i reati gravi contro l’ambiente naturale sia in tempo di guerra che in tempo di pace¹».
La proposta è stata presentata dalla Commissione del Consiglio per una regione nordica sostenibile e sostenuta dai delegati Janine Alm Ericson (Svezia), Rebecka Le Moine (Svezia) e Simon Holmström (Isole Åland).
La decisione unanime del Consiglio, che comprende Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia e le regioni autonome di Åland, Isole Faroe e Groenlandia, è il risultato di anni di attività di sensibilizzazione da parte di Holmström, Le Moine (autrice della proposta) e altri membri dell’Ecocide Alliance, una rete parlamentare globale fondata nel 2021.
La proposta è stata presentata al Consiglio a seguito di negoziati specifici a livello di commissione, condotti in gran parte da Holmström, ed è stata sottoposta all’esame finale durante una sessione plenaria del Consiglio nordico giovedì 2 novembre. La sessione plenaria ha visto numerosi interventi di sostegno da parte dei ministri presenti, tra cui Bjarni Benediktsson, ministro degli Affari esteri dell’Islanda, paese che attualmente detiene la presidenza del Consiglio dei ministri nordico, il quale ha affermato:
«Abbiamo discusso del tema dell’ecocidio in seno al Parlamento islandese e ritengo che dietro l’idea di inserire l’ecocidio nel dibattito internazionale ci sia un ragionamento valido. Si tratta di una grande ambizione per quanto riguarda le questioni ambientali e il futuro della Terra».
Elina Valtonen, ministro degli Affari esteri finlandese, ha espresso la propria opinione sul riconoscimento da parte dei paesi nordici dell’ecocidio come crimine internazionale sia in tempo di pace che in tempo di guerra, affermando:
«Noi dei Paesi nordici sappiamo quanto [l’ambiente] sia importante per la qualità della vita, per il futuro e per i nostri figli; pertanto, potrebbe effettivamente essere una buona idea valutare l’adozione di una [legislazione sull’ecocidio] a livello nordico, in modo da poter promuovere meglio questi valori».
Simon Holmström, membro del Parlamento delle Åland (Finlandia) e uno dei promotori della risoluzione, ha dichiarato:
“Non potrei essere più soddisfatto di questo risultato. Sebbene molti Stati avessero già manifestato in precedenza interesse a seguire il dibattito sull’ecocidio, questa proposta assume una posizione più ambiziosa in quanto prevede un dialogo attivo. Inoltre, il voto è stato unanime. Il fatto che la cooperazione nordica sia riuscita a raggiungere un consenso politico a favore di una legislazione internazionale più rigorosa per proteggere il nostro pianeta rappresenta una grande dimostrazione di forza.”
«Questo messaggio dei Paesi nordici contribuirà senza dubbio a creare lo slancio necessario affinché altri organismi internazionali seguano l’esempio e affrontino i danni ambientali su larga scala in un contesto più ampio. Spetta ora alla comunità globale unirsi e intraprendere un’azione collettiva per salvaguardare il nostro pianeta da danni irreversibili».
Rebecka Le Moine, deputata svedese e una delle coautrici della risoluzione, ha dichiarato:
“In quest’epoca di crisi climatica ed ecologica, i Paesi nordici possono e devono diventare protagonisti fondamentali nell’impegno volto a criminalizzare l’ecocidio. Questa decisione storica è il risultato di anni di negoziati politici e cooperazione. Un impegno che sta avendo ripercussioni ben oltre i confini dei Paesi nordici e che dobbiamo portare avanti.
«Tutti i governi dei Paesi nordici sono stati ora formalmente invitati a partecipare attivamente al dibattito globale sulla criminalizzazione dell’ecocidio. Si tratta di un enorme passo avanti nella giusta direzione».
Jojo Mehta, cofondatore e direttore esecutivo di Stop Ecocide International, ha dichiarato:
"Si tratta di una notizia estremamente positiva da parte del Consiglio nordico. Attualmente manca un meccanismo giuridico internazionale che ci protegga tutti dai danni più gravi arrecati alla natura, danni che hanno un impatto transnazionale e che, pertanto, non possono essere lasciati alla discrezione delle legislazioni nazionali.
«Quando la natura non è tutelata dal diritto penale internazionale, noi, come specie, non siamo tutelati. Il riconoscimento giuridico dell’ecocidio sta rapidamente assumendo il ruolo di passo fondamentale agli occhi dei parlamenti nazionali e delle organizzazioni regionali di tutto il mondo.
“Negli ultimi mesi sono stati presentati o portati avanti progetti di legge sull’ecocidio nell’Unione Europea, in Brasile, nei Paesi Bassi, in Belgio, in Spagna (Catalogna) e in Messico. I leader di tutto il mondo stanno cominciando a prendere coscienza dei pericoli molto concreti che ci minacciano, e si sta delineando una chiara linea d’azione a livello legislativo.”
¹ Traduzione della proposta concordata. La documentazione originale è disponibile qui.