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UE: 4 commissioni su 5 sono ora favorevoli all’inclusione dell’ecocidio nella direttiva sui reati ambientali
La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo (“LIBE”) ha appena votato a favore (N.B.: il testo definitivo deve ancora essere pubblicato) dell’inserimento del reato di ecocidio nella direttiva sulla tutela dell’ambiente attraverso il diritto penale, attualmente in fase di revisione.

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo (“LIBE”) ha appena votato a favore (N.B.: il testo definitivo deve ancora essere pubblicato) dell’inserimento del reato di ecocidio nella direttiva sulla tutela dell’ambiente attraverso il diritto penale, attualmente in fase di revisione. Le raccomandazioni della commissione prevedono l’introduzione del reato di ecocidio con una definizione corrispondente basata su quella formulata dal Gruppo di esperti indipendenti (giugno 2021) convocato dalla Fondazione Stop Ecocide. Le sanzioni specifiche raccomandate sono 10 anni di reclusione (per le persone fisiche) e una sanzione pari al 12-23% del fatturato (per le persone giuridiche, ovvero le società).

L’inclusione dell’ecocidio ha già ricevuto il sostegno delle commissioni per l’ambiente, la salute e la sicurezza alimentare (“ENVI”), per lo sviluppo (“DEVE”) e per le petizioni (“PETI”). Delle cinque commissioni parlamentari incaricate di formulare pareri sulla direttiva, rimane solo la Commissione per gli affari giuridici («JURI»); successivamente, il testo concordato da tale commissione sarà sottoposto all’esame dell’Assemblea plenaria del Parlamento europeo prima delle discussioni finali con la Commissione europea e il Consiglio dei ministri. La votazione in seno alla commissione JURI è attualmente prevista per il 28 febbraio.

Sebbene la risoluzione del Consiglio d’Europa della scorsa settimana non obblighi i suoi 46 Stati membri (né, del resto, i 27 Stati dell’UE) a legiferare in materia di ecocidio – il Consiglio d’Europa è infatti un organismo autonomo privo di poteri legislativi –, essa avrà senza dubbio un impatto sulle discussioni in seno all’UE, così come la sua raccomandazione al Comitato dei Ministri (degli Affari Esteri) di quei 46 Stati.

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