Mauritius introduce il reato di ecocidio

Sintesi

Mauritius è l'ultimo Paese ad aver introdotto il reato di ecocidio nella propria legislazione. 

Classificato dalle Nazioni Unite come piccolo Stato insulare in via di sviluppo, il Paese deve affrontare gravi rischi ambientali, tra cui l’innalzamento del livello del mare e la pressione sugli ecosistemi marini che sono alla base di settori chiave della sua economia, quali il turismo e la pesca.

La disposizione, contenuta in una legge contro il riciclaggio di denaro e i reati finanziari, definisce l’ecocidio come «un atto illegale o doloso commesso con la consapevolezza che sussiste una probabilità sostanziale di causare un danno ambientale grave e di ampia portata o di lunga durata» – una formulazione che rispecchia fedelmente la definizione proposta dal gruppo di esperti indipendenti convocato dalla Stop Ecocide Foundation nel 2021.

Ai sensi della legge, che disciplina anche la lotta al finanziamento del terrorismo e ai reati finanziari connessi, il reato di ecocidio è punibile con sanzioni che comprendono multe, reclusione fino a 10 anni, risarcimento dei danni e l'eventuale esclusione da finanziamenti pubblici o autorizzazioni, oltre a misure di risanamento ambientale.

Patricia Willocq, direttrice diplomatica per l'Africa e i paesi francofoni presso Stop Ecocide International, ha dichiarato:

«Si tratta di una notizia incredibilmente incoraggiante proveniente dalle Mauritius e di un segnale forte del crescente slancio globale verso la responsabilità giuridica per i gravi danni ambientali.

In tutta l'Africa, paesi come la Repubblica Democratica del Congo, la Repubblica del Congo, il Burundi, lo Zimbabwe, il Ghana e lo Zambia stanno promuovendo la legislazione sull'ecocidio in modi diversi ma complementari: alcuni sostengono l'iniziativa guidata da Vanuatu, Figi e Samoa presso la Corte penale internazionale; altri stanno perseguendo percorsi giuridici a livello nazionale; mentre l'impegno regionale sta prendendo forma anche attraverso meccanismi nell'ambito dell'Unione Africana.

Questa diversità riflette il ruolo sempre più centrale che il continente sta assumendo nel riconoscimento dell’ecocidio come reato. Gli Stati insulari africani, come Mauritius, al pari delle loro controparti del Pacifico, stanno contribuendo a guidare questo progresso proprio dalla prima linea del danno ambientale. Queste dinamiche sono emerse il mese scorso durante il programma del Forum SIDS nell’ambito dell’11° Vertice dell’Organizzazione degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, dove l’ecocidio sta ottenendo riconoscimento come priorità comune.

Il testo integrale della legge del 2026 in materia di antiriciclaggio, lotta al finanziamento del terrorismo e contrasto al finanziamento della proliferazione (disposizioni varie) è disponibile qui.

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