Argentina: il disegno di legge sull’ecocidio procede dopo l’approvazione da parte della commissione del Senato
Martedì 9 giugno l’Argentina ha compiuto un passo significativo verso la criminalizzazione dell’ecocidio e di altri gravi reati ambientali, quando la Commissione Giustizia e Affari Penali e la Commissione Ambiente e Sviluppo Sostenibile del Senato hanno approvato un progetto di legge che, se approvato dal Senato in seduta plenaria e dalla Camera dei Deputati, introdurrebbe per la prima volta nel Codice Penale argentino un capitolo dedicato ai reati ambientali, tra cui l’ecocidio.
Presentato dalla senatrice Edith Terenzi (UCR – Blocco Despierta Chubut) nel giugno 2025, il disegno di legge è stato da allora sottoposto a un'approfondita revisione da parte dei consulenti delle Commissioni Giustizia e Ambiente. L'approvazione da parte delle commissioni, avvenuta il 9 giugno, ha aperto la strada alla discussione in Senato.
Un progetto ricco di storia
Il disegno di legge di Terenzi non è l’unica proposta in materia di ecocidio ad essere stata presentata al Congresso argentino. Dal 2024, la questione ha acquisito un’importanza legislativa crescente in entrambe le camere. Nell’ottobre 2024, la deputata Ana Clara Romero (PRO – Chubut) ha presentato una propria iniziativa alla Camera dei deputati. Diversi mesi dopo, nell’aprile 2025, e in parte in risposta ai devastanti incendi in Patagonia, l’ex deputata Margarita Stolbizer (GEN – Buenos Aires) ha presentato un disegno di legge che incorporava la definizione elaborata dal Gruppo di esperti indipendenti convocato dalla Fondazione Stop Ecocide nel 2021. La proposta di Terenzi, presentata nel giugno 2025, è diventata la terza iniziativa di questo tipo ed è attualmente quella più avanzata.
Cosa cambierà se verrà approvato?
Attualmente in Argentina la distruzione di un ecosistema non è specificatamente definita come reato penale. Il presente disegno di legge mira a colmare tale lacuna con due modifiche specifiche al Codice Penale. La prima è di natura tecnica ma fondamentale: l’inserimento nell’articolo 77, che costituisce il glossario del Codice, di definizioni volte a garantire maggiore chiarezza e coerenza nell’interpretazione dei reati ambientali, tra cui «danno ambientale irreversibile», «danno ambientale particolarmente grave», «ambiente» e «estensione spaziale del danno ambientale».
La seconda modifica costituisce il fulcro del progetto: la creazione di un nuovo Titolo XIV dopo l’articolo 313, interamente dedicato ai reati ambientali. L’ecocidio viene definito come una categoria giuridica distinta, con sanzioni che aumentano a seconda del soggetto responsabile. I funzionari pubblici coinvolti in gravi danni ambientali andrebbero incontro a pene più severe. Le aziende potrebbero essere soggette a multe calcolate come multipli del salario minimo, descritte da Terenzi come «molto elevate, molto onerose», oltre che alla sospensione delle attività, all’esclusione dalle procedure di appalto pubblico, alla perdita dei sussidi e persino alla pubblicazione della sentenza.
La voce dietro al progetto
Terenzi conosce bene la questione. Da anni sostiene questa legge ed è ben consapevole del perché sia importante:
"È fondamentale compiere progressi nella lotta contro questo tipo di reati, data la gravità dei danni ambientali che alcune attività umane causano agli ecosistemi e le conseguenze che ciò comporta per le generazioni future. Stiamo parlando di conseguenze concrete e tangibili. Stiamo compiendo un passo significativo per garantire che l’Argentina disponga di strumenti efficaci per contrastare coloro che causano gravi danni ambientali, compromettono risorse strategiche e ledono il diritto delle generazioni future a vivere in un ambiente sano."
«Crediamo in un modello di sviluppo che generi produzione, occupazione e investimenti, ma che ponga anche chiari limiti alla distruzione dell’ambiente e all’impunità. La tutela dell’ambiente non è uno slogan, ma una responsabilità dello Stato».
E adesso?
Con la relazione della commissione ormai pronta, il disegno di legge attende il proprio turno al Senato. Se approvato, passerà alla Camera dei Deputati.
Rodrigo Lledó, direttore per le Americhe di Stop Ecocide International, ha dichiarato:
«Questo importante passo fa parte di uno sforzo a livello latinoamericano e globale volto a criminalizzare gli atti più gravi di distruzione ambientale, come l’ecocidio. Attualmente stiamo lavorando all’adozione di una legge modello per l’America Latina, che prevediamo di portare a termine entro la fine di settembre e che faciliterà iniziative legislative come quella che oggi vediamo avanzare in Argentina.
Constanza Soler, coordinatrice per le Americhe di Stop Ecocide International, ha dichiarato:
"L'ecocidio è già un concetto giuridicamente riconosciuto in diverse parti del mondo, e l'Argentina sta per unirsi a questo movimento. Questa sentenza è il risultato di anni di lavoro collettivo, numerose discussioni e della convinzione che la tutela dell'ambiente non possa dipendere esclusivamente dalla buona volontà: deve essere un obbligo con conseguenze concrete. È proprio questo che questa legge può garantire."
Il testo completo della bozza di legge sulle forme speciali di criminalità ambientale è disponibile qui.
È disponibile una registrazione video della seduta congiunta delle commissioni Giustizia e Ambiente del Senato qui.
***Aggiornamento – 23 giugno 2026***
I senatori del partito di governo La Libertad Avanza hanno ritirato il proprio sostegno all'approvazione in commissione che aveva consentito al disegno di legge di passare dalle Commissioni Giustizia e Ambiente del Senato all'Aula plenaria.
La senatrice Patricia Bullrich ha dichiarato che verrà elaborata una proposta rivista dopo aver consultato i settori produttivi. Di conseguenza, non si prevede più che il disegno di legge venga sottoposto al voto del Senato nella sua forma attuale.
Il futuro della proposta dipenderà dalla capacità del testo rivisto di ottenere un sostegno politico sufficiente per essere approvato dal Congresso.