📍 Palazzo dei Congressi di Girona (Spagna). Passeig de la Devesa, 35, (17001).
📅 12 settembre. Giornata “Riparazione, riconnessione e responsabilità”
🕔 17:00-19:00. Sessione: “Voci di resilienza: resilienza, costruzione della pace e giustizia riparativa”
Sito web del Forum mondiale sull’ayahuasca: https://www.ayahuasca2026.com/es/
Questo forum rappresenta una nuova formula che nasce dopo cinque edizioni precedenti delle cosiddette Conferenze mondiali/indigene sull’ayahuasca e che riunisce voci ancestrali, comunità, ricercatori, professionisti, artisti e sostenitori provenienti da tutto il mondo, tutti con un’esperienza ampiamente riconosciuta a livello internazionale.
Stop Ecocidio Internacional ha l’onore di partecipare alla sessione “Voci di resilienza: resilienza, costruzione della pace e giustizia riparativa”, per unirsi alle voci resilienti dei leader indigeni che difendono i propri territori, dei professionisti sanitari che proteggono la vita in mezzo ai conflitti e degli operatori di pace che tracciano percorsi di giustizia riparativa.
Come comunità globale, siamo invitati a riflettere su come possiamo agire in modo etico al fianco di coloro che si assumono la profonda responsabilità di coltivare e proteggere il nostro legame con la vita, la Natura e tutti gli esseri.
Moderatrice: Juliana Sepúlveda Acevedo. (Colombia)
Professionista specializzata nella Giurisdizione Speciale per la Pace (JEP) della Colombia e dottoranda presso l’Università del Rosario. Ha conseguito un master in Giurisprudenza, con specializzazione in Diritto costituzionale, Diritto ambientale, Diritti umani e Diritto internazionale umanitario, ed è stata borsista presso l’Università dell’Oklahoma per seguire corsi di Diritto indigeno nordamericano. Nel corso della sua carriera ha lavorato a difesa dei diritti della Natura e del territorio, sostenendo le prime sentenze giudiziarie in Colombia che hanno riconosciuto il territorio come vittima del conflitto armato e contribuendo all’imputazione di crimini ambientali nell’ambito della JEP. Vanta una vasta esperienza sul campo in materia di diritti fondamentali e conflitto armato a contatto con popolazioni etniche e comunità rurali e contadine.
Voci:
Marta Salazar, avvocata specializzata in diritti umani. (Colombia)
Avvocata laureata presso l’Università di Cartagena e specialista in diritti umani presso l’Università Complutense di Madrid. Con oltre quindici anni di esperienza, ha affiancato comunità contadine e popoli etnici vittime del conflitto armato nella difesa dei loro diritti nell’ambito dei meccanismi di giustizia transizionale e riparativa.
Ha partecipato a processi di ricerca e redazione di relazioni presentate alla Commissione per l’Accertamento della Verità (CEV) e alla Giurisdizione Speciale per la Pace (JEP), finalizzati all’identificazione delle dinamiche del conflitto armato e dei modelli di vittimizzazione nei territori, delle loro cause strutturali, alla caratterizzazione dei danni collettivi e territoriali e all’elaborazione di azioni di riparazione integrale e di non ripetizione.
È stata direttrice dell’Unità per le Vittime nel dipartimento di Bolívar e nelle Isole di San Andrés nel periodo novembre 2022-settembre 2024. È stata consulente del Ministero dell’Interno per l’attuazione delle disposizioni della Sentenza T-025 del 2004 e delle relative ordinanze di monitoraggio emesse dalla Corte Costituzionale, che ha dichiarato lo Stato di cose incostituzionale (ECI) in materia di sfollamento forzato. Il suo lavoro si è concentrato sull’accompagnamento delle comunità contadine e delle popolazioni etniche nella promozione e nella difesa del diritto a una permanenza dignitosa nei propri territori.
Xiti Nukini, cacique tradizionale / maestro di rapé. (Brasile)
Cacique tradizionale e maestro di rapé del popolo Nukini, appartenente alla famiglia linguistica Pano, nella Terra Indigena Nukini, nella regione dell’Alto Juruá, nello stato dell’Acre, in Brasile. In qualità di leader della comunità di Recanto Verde, si è dedicato alla rinascita culturale dei Nukini — il «popolo del giaguaro» — dopo che questa popolazione era quasi scomparsa durante il boom del caucciù, preservando e tramandando le tecniche del rapé, i canti sacri e le pratiche spirituali.
Alex Lucitante (Kofan), leader ambientale e comunitario. (Ecuador)
Riconoscuto leader indigeno della nazionalità A’i Kofán (Ecuador), illustre difensore dei diritti umani e attivista impegnato nella tutela dei diritti della Natura e dei territori ancestrali. Il suo instancabile impegno a difesa dell’Amazzonia lo ha reso una delle voci più influenti nella lotta globale contro la crisi climatica.
Nel 2022 è stato insignito del Premio Goldman per l’Ambiente, considerato il «Nobel verde», in riconoscimento della sua leadership e del suo coraggio nella difesa dell’ambiente. È stato inoltre insignito per tre volte del titolo di uno dei 100 latinoamericani più impegnati a favore del pianeta, a conferma del suo impatto e della sua dedizione nell’affrontare le attuali sfide ambientali.
Alex è l'erede di un'antica stirpe di saggi custodi delle conoscenze ancestrali del suo popolo. È inoltre riconosciuto come discepolo della saggezza dello yagé (ayahuasca), una scienza spirituale che ha rafforzato il suo legame con la Natura e con il suo scopo nella vita. Da questa radice spirituale nasce anche il suo lavoro di compositore di musica medicinale, attraverso la quale condivide messaggi di guarigione, consapevolezza e armonia con la Terra.
Oggi, a 33 anni, Alex continua a ispirare persone di tutto il mondo attraverso le sue azioni e il suo messaggio. Afferma che il suo impegno nella difesa della foresta nasce dalla conoscenza ancestrale dello yagé, che insegna il legame sacro e indissolubile tra i popoli indigeni e i loro territori. Secondo lui, se la foresta scomparirà, le popolazioni indigene scompariranno con essa; e, se le popolazioni indigene scompariranno, anche la foresta andrà perduta.
Per Alex, l’Amazzonia non è solo un ecosistema, ma uno spazio sacro, la dimora comune di tutta l’umanità. Per questo sostiene che la sua tutela non sia una responsabilità esclusiva delle popolazioni indigene, bensì un dovere collettivo di tutta la società.
Miguel Evanjuanoy Chindoy, leader indigeno Inga, ingegnere ambientale. (Colombia) Leader indigeno Inga del Putumayo, ingegnere ambientale e difensore dei territori, delle conoscenze ancestrali e della medicina tradizionale amazzonica. Nato e cresciuto nella riserva di Yunguillo, ha dedicato la sua vita al rafforzamento dell’organizzazione comunitaria, alla protezione della biodiversità e alla salvaguardia della medicina tradizionale dello yagé (ayahuasca), di cui è praticante fin dall’infanzia.
In qualità di portavoce dell’Unione dei medici indigeni Yagéceros dell’Amazzonia colombiana (UMIYAC), ha promosso il dialogo interculturale, la difesa dei diritti dei popoli indigeni e la tutela delle conoscenze tradizionali contro le pressioni dell’estrattivismo e dell’appropriazione culturale.
Ha rappresentato le popolazioni indigene in forum nazionali e internazionali dedicati all’ayahuasca, alla conservazione bioculturale, alla spiritualità indigena e ai diritti collettivi, oltre a contribuire a riflessioni e pubblicazioni sui principi etici delle medicine tradizionali. Il suo lavoro si concentra sulla protezione dell’Amazzonia, sul rafforzamento della memoria e della spiritualità indigena e sulla costruzione di relazioni più eque e rispettose tra le popolazioni indigene, la società e la Madre Terra. Miguel ha inoltre conseguito una specializzazione in Diritti umani presso l’Università di Cali, in Colombia.
Maite Mompó, giurista e direttrice di Stop Ecocidio Internazionale per l’area di lingua spagnola (Spagna). Laureata in Giurisprudenza e specializzata in etica ecologica, sostenibilità ed educazione ambientale presso l’
Università Politecnica di Valencia. Da anni tiene conferenze su tematiche ambientali e sviluppa progetti di sensibilizzazione ambientale rivolti alle scuole.
Dal 2019 fa parte del team di Stop Ecocidio Internazionale, promuovendo il dibattito globale sulla criminalizzazione dell’ecocidio come modo per contribuire a un cambiamento di paradigma etico e sociale nel rapporto degli esseri umani con il pianeta che abitano.
Maite ha dedicato tutta la sua vita ai diritti umani, alla pace e all’ambiente. Ha partecipato attivamente a diverse cause e organizzazioni, in particolare ad Amnesty International e Greenpeace. Dopo aver lavorato per quasi un decennio come marinaia sulle navi di Greenpeace, ha scritto il libro “Rainbow Warriors, Storie leggendarie delle navi di Greenpeace”, un importante strumento di divulgazione e sensibilizzazione sui principali problemi ambientali del pianeta negli ultimi decenni.