
Sintesi
Banjul, Gambia - Il Forum sulla partecipazione delle ONG (“Forum delle ONG”), tenutosi in vista dell’85ª sessione ordinaria della Commissione africana dei diritti dell’uomo e dei popoli (ACHPR), ha adottato una risoluzione della società civile che esorta la Commissione a sostenere il riconoscimento dell’ecocidio, definito nella risoluzione (sulla base del lavoro del Gruppo di esperti indipendenti, 2021) come «atti illeciti o arbitrari commessi con la consapevolezza che sussista una probabilità sostanziale di danni gravi e diffusi o di lunga durata all’ambiente». La risoluzione incoraggia inoltre gli Stati africani a rafforzare le tutele giuridiche nazionali.
Il Forum delle ONG è una piattaforma della società civile a livello continentale che si riunisce immediatamente prima di ogni sessione dell’ACHPR per discutere le priorità e adottare risoluzioni che vengono trasmesse ai commissari all’apertura della sessione. Questa sessione si è tenuta a Banjul, in Gambia, dove ha sede il Segretariato dell’ACHPR. L’ACHPR è la principale commissione per i diritti umani dell’Unione Africana, incaricata di promuovere e proteggere i diritti sanciti dalla Carta africana e di guidare gli Stati nell’adempimento dei propri obblighi.
La risoluzione, intitolata “Risoluzione sul rafforzamento del riconoscimento dell’ecocidio come crimine internazionale in Africa”, è stata elaborata da un gruppo di interesse speciale dedicato alla salvaguardia delle persone e del pianeta, con il coordinamento del REED Center for Social Change e dell’African Centre for Democracy and Human Rights Studies (ACDHRS), in collaborazione con Stop Ecocide International. La sessione è stata presieduta dalla signora Hannah Forster (ACDHRS) e moderata da Voke Ighorodje (REED Center).
La risoluzione incoraggia gli Stati parti dello Statuto di Roma a sostenere un emendamento che aggiunga l’ecocidio alla giurisdizione della Corte penale internazionale (CPI). Invita inoltre gli Stati membri a incorporare l’ecocidio, o reati equivalenti, nella legislazione nazionale e propone la costituzione di un gruppo di lavoro dell’ACHPR sui reati ambientali e sui risarcimenti in Africa. La risoluzione riconosce la particolare vulnerabilità dell’Africa ai danni ambientali, accoglie con favore la priorità attribuita dall’AMCEN alla legislazione sull’ecocidio per il periodo 2025–2027 e sottolinea il crescente corpus giurisprudenziale internazionale relativo agli obblighi degli Stati di salvaguardare gli ecosistemi.
Voke Ighorodje, direttore esecutivo del REED Center for Social Change, ha dichiarato:
“In tutto il mondo, sono proprio gli Stati e le comunità più vulnerabili a infondere nuova vita al diritto internazionale. L’Africa sta dimostrando che l’autorità morale, nata dall’esperienza vissuta, può portare avanti ciò che il potere politico spesso non riesce a realizzare. Adottando questa risoluzione, la società civile chiede che venga tracciato un chiaro confine giuridico. Coloro che infliggono i danni più gravi all’ambiente devono essere ritenuti penalmente responsabili. Dalle isole del Pacifico all’Africa, le nazioni in prima linea stanno definendo gli strumenti giuridici necessari per difendere le basi ecologiche da cui dipendono tutte le nostre vite. Ecco come si presenta una leadership basata sui principi in un’epoca di collasso planetario.”
È possibile leggere il testo completo della risoluzione della società civile qui.