La Croazia si appresta a introdurre una legge sull’ecocidio
Sintesi:
Il governo croato ha annunciato l'intenzione, tramite un nuovo articolo (214a), di introdurre nel Codice penale del Paese il reato di ecocidio, finalizzato a contrastare le forme più gravi di distruzione ambientale.
L'annuncio è stato dato da Damir Habijan, ministro della Giustizia, della Pubblica Amministrazione e della Trasformazione Digitale, il quale ha affermato che già il 29 maggio 2026 era stato istituito un gruppo di lavoro governativo incaricato di preparare le modifiche al Codice penale del Paese nell’ambito del recepimento da parte della Croazia della direttiva UE recentemente rivista sui reati ambientali.
La direttiva, entrata in vigore nel maggio 2024, impone agli Stati membri dell’UE di inasprire le sanzioni penali per i reati ambientali gravi e introduce un nuovo reato qualificato relativo a comportamenti che causano danni ambientali particolarmente gravi, descritti nei suoi considerando come «paragonabili all’ecocidio». Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva nel diritto nazionale entro il 21 maggio 2026.
Il reato di ecocidio proposto andrebbe ben oltre i requisiti minimi di pena previsti dalla direttiva. Secondo il modello delineato da Habijan, nei casi più gravi sarebbero previste pene fino a 40 anni.
Habijan ha inoltre affermato che la proposta del Governo sarebbe diversa da una proposta di legge sull’ecocidio già esistente presentata dalla deputata Marija Selak Raspudić, in quanto non richiederebbe la prova che l’autore avesse l’intenzione diretta di causare un danno ambientale.
L'annuncio arriva in un contesto di pressioni pubbliche e politiche a seguito del ritrovamento di circa 37.000 tonnellate di rifiuti pericolosi scaricati illegalmente in un sito a Gospić (regione della Lika, Croazia centrale), che ha portato a una sessione parlamentare straordinaria e a una richiesta formale da parte del presidente Zoran Milanović affinché il governo intervenisse con misure d’emergenza. Il ministro ha sottolineato che gli emendamenti sull’ecocidio non sono stati avviati in risposta al caso di Gospić, precisando che il gruppo di lavoro era stato istituito in precedenza.
La proposta di legge sull'ecocidio non è ancora diventata legge. Una volta finalizzata dal Governo, la proposta dovrà essere presentata al Parlamento croato, dove sarà esaminata e approvata prima di entrare in vigore.
Dina Dragija, coordinatrice nazionale di Stop Ecocide Croatia, ha dichiarato:
“Si tratta di un passo avanti molto importante per la Croazia e per il crescente riconoscimento internazionale dell’ecocidio. Se la proposta venisse adottata, la Croazia entrerebbe a far parte del ristretto ma crescente gruppo di paesi europei, tra cui Francia e Belgio, che hanno esplicitamente riconosciuto l’ecocidio nel proprio ordinamento giuridico nazionale, e sarebbe tra i primi Stati membri dell’UE a farlo.
“Il riconoscimento dell’ecocidio nel diritto penale mira, in ultima analisi, a proteggere non solo il nostro ambiente e i nostri ecosistemi, ma anche le persone, le comunità e le generazioni future, il cui benessere dipende da essi. Mi auguro vivamente che la Croazia possa ora elaborare una legislazione solida ed efficace e contribuire al più ampio slancio europeo e internazionale verso il riconoscimento giuridico dell’ecocidio.”
È possibile consultare il comunicato completo del Ministero croato qui.